“Legumi, con il nuovo impianto si realizza la filiera”


“Con il nuovo impianto di trasformazione dei legumi di Onano si realizza la filiera produttiva completa dei legumi tipici dell’alto viterbese, un modello virtuoso da seguire anche su altri territori per garantire la tutela delle produzioni tipiche e la salvaguardia dei livelli occupazionali”.
Lo ha dichiarato Angela Birindelli, assessore alle Politiche agricole della Regione Lazio durante l’inaugurazione del primo impianto di selezione, pulitura e confezionamento dei legumi locali presso la Cooperativa agricola Onanense.
“L’impianto – ha aggiunto l’assessore Birindelli – è stato realizzato grazie all’intervento di Arsial che ha acquistato e concesso in comodato d’uso alla cooperativa onanense la macchina per la pulitura dei legumi e grazie ai fondi del Programma di Sviluppo Rurale richiesti dal Ccorav (Consorzio Cooperativo Ortofrutticolo Alto Viterbese) attraverso la misura 123”.
L’importanza di questo nuovo impianto è testimoniata dai numeri della produzione e delle aziende coinvolte: la lenticchia di Onano con circa 450 quintali su oltre 60 ettari di terreno e almeno 35 aziende agricole interessate; il Fagiolo del Purgatorio di Gradoli con circa 220 quintali su oltre 15 ettari di terreno e 30 aziende agricole; il Cece del Solco Dritto di Valentano con circa 180 quintali ottenuti da 12 – 15 ettari di 10 aziende agricole.
“La struttura di Onano – ha concluso Birindelli – può diventare uno dei più importanti centri del settore per l’intera provincia e per le zone confinanti e porterà sicuramente benefici occupazionali nell’intera zona attraverso l’aumento della produzione e della commercializzazione dei prodotti, contribuendo così a far restare un notevole valore aggiunto nella realtà comunitaria.
Il prossimo passo per la riqualificazione della Lenticchia di Onano, già prodotto tradizionale e Presidio Slow Food, è il conseguimento del riconoscimento europeo IGP. Un iter al quale l’assessorato regionale alle Politiche agricole darà il suo importante contributo così come è avvenuto recentemente per la patata dell’alto-viterbese”.

Fonte Tusciaweb




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