Lazio: terminato l'iter nazionale per l'IGP Patata Alto Viterbese


"Già dalla prossima campagna potremmo vantare il marchio IGP Patata Alto Viterbese". E' quanto dichiarato dal Presidente della Commissione regionale agricoltura, Francesco Battistoni, intervenuto ieri mattina alla riunione di pubblico accertamento per esaminare, in presenza di funzionari del Mipaaf ed alla luce del parere favorevole della Regione Lazio, la proposta di disciplinare di produzione del prodotto "Patata dell'Alto Viterbese" IGP.

"Il marchio di 'Indicazione geografica Protetta' per un prodotto tipico del nostro territorio è un punto di forza per lo sviluppo enogastronomico viterbese - ha affermato Battistoni - e può diventare l'elemento traino per le molte altre produzioni agricole locali".

L'incontro, tenutosi presso il Teatro "Boni" di Acquapendente, ha riscosso grande successo, con la partecipazione di molti agricoltori e soci del CO.P.A.VIT, il consorzio che raggruppa tutte le cooperative già attive nel territorio. "Si tratta di una realtà economica importante - ha proseguito il Presidente di Commissione - il cui areale di produzione coinvolge ben nove comuni della Tuscia (Acquapendente, Bolsena, Gradoli, Grotte di Castro, Latera, Onano, S. Lorenzo Nuovo, Valentano e Proceno) e il cui valore di produzione supera gli 11 milioni di euro".
Nell'areale di produzione della IGP "Patata dell'Alto Viterbese", la patata rappresenta il comparto agroalimentare più importante della zona, con una superficie media complessiva investita annualmente di circa 1.000 ettari, per un numero di aziende agricole coinvolte pari a 300 e con livelli medi annui produttivi di oltre 40.000 tonnellate. "I benefici attesi - sottolinea Battistoni - riguarderanno il settore agricolo ma anche quello commerciale e turistico, con particolare riferimento alla ristorazione con prodotti tipici".

"Per questo - ricorda - occorre ringraziare il presidente del CO.P.A.VIT, Egidio Canuzzi per aver creduto in questo progetto e la grande professionalità messa in campo da Arsial, in particolare nella persona di Giovanni Pica, che attraverso il progetto 'Agricoltura Qualità' ha garantito l'assistenza tecnica nella stesura di tutta la documentazione necessaria per la presentazione della richiesta di riconoscimento al Mipaaf e alla commissione UE. Sono queste - ha concluso Battistoni - le buone pratiche per la crescita del settore".
Data di pubblicazione: 17/04/2012

 




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